Kate Winslet e la crociata anti-botox

La famosa attrice britannica si scaglia contro la chirurgia estetica e fonda la 'British Anty Cosmetic Surgey Leage'. Tra le prime file le colleghe e conterranee Rachel Weisz ed Emma Thompson.

Cronaca Medicina e Salute Redazione/TB — 22/08/2011

La sottile linea rossa che, culturalmente, tiene ben diviso da secoli il 'vecchio' continente europeo dal 'nuovo' mondo americano si allunga di qualche metro ancora. A puntare il dito contro lo Star System hollywoodiano, che preferisce le attrici 'artificialmente gonfiate' e 'scalpellinate' piuttosto che le dive al naturale, è l'ex eroina di 'Titanic' e premio Oscar per 'The Reader' , l'attrice inglese Kate Winslet (35 anni), che ha fondato la 'Lega Britannica contro la Chirurgia Estetica'. La sua personale crociata contro il botox ha già raccolto consensi a destra e a manca e, tanto per citare altre due colleghe britanniche, tra le file della Lega compaiono le bravissime Emma Thompson (52 anni) e Rachel Weisz (41 anni). 
 

"Sto unendo le forze con altre colleghe inglesi – ha spiegato la Winslet al Telegraph - per contrastare le richieste dell'industria cinematografica americana, sempre più propensa a incentivare i 'ritocchi' estetici". Infatti, a differenza delle attrici britanniche 'di una certa età', che possono tranquillamente invecchiare e continuare a recitare con il loro viso al naturale, (pensiamo a Judi Dench, per citare un grosso calibro, ma la lista è lunga), le colleghe americane non proprio giovanissime sono pressoché 'costrette' a ricorrere al bisturi, se vogliono avere qualche speranza di essere ingaggiate per una parte. Perché? Perché hanno alle spalle eserciti di ragazzine dalle forme sode e lisce che smaniano per entrare a far parte del gran mondo di Hollywood, non solo, anche queste ultime si affidano alle cure del chirurgo, non certo per toglierer le rughe ma per rimodellare un fondoschiena o gonfiare un seno. 
    

    

In America è un vero e proprio allarme, il giro d'affari che ruota attorno agli interventi di chirurgia estetica (e naturalmente ci si riferisce a quelli compiuti per pura vanità, non a quelli necessari alla salute psico fisica), ha raggiunto cifre esorbitanti. Secondo stime statunitensi, ogni anno le donne americane (dive e persone comuni, giovani e meno giovani) spendono milioni di dollari per ritoccare il loro corpo. 

E sempre negli Usa sono in continua ascesa gli interventi riservati agli uomini, ormai attenti all'aspetto esteriore quanto le donne. Ma questo non stupisce in un mondo, quale è quello hollywoodiano, che si nutre da anni di pane e botulino. È proprio per bire 'basta' alla cultura 'del bisturi' che Kate sta portando avanti la sua crociata: "Non ricorrerò mai alla chirurgia plastica – ha detto ancora l'attrice al Telegraph -, è contro la mia morale, contro l'educazione che i miei genitori mi hanno dato. E poi sono un'attrice, non voglio congelare un'espressione sulla mia faccia".
 

La 'Lega Britannica contro la Chirurgia Estetica' sta riscuotendo gran successo e aumenta le file ogni giorno che passa, sia in Europa sia sull'altra sponda dell'Atlantico: attrici, medici, femministe e sociologi si sono uniti attorno alla Winslet al grido di 'Addio chirurgia estetica'. Perché anche negli Stati Uniti, patria del botox e della bellezza eterna, non sono poche le donne e gli uomini che vorrebbero bloccare questo enorme meccanismo vanitoso, costoso e artificioso, che 'piallando' le rughe e 'tirando' gli angoli degli occhi, rende ogni volto privo di espressione, come possiamo constatare osservando il viso semi-imbalsamato di tanti divi di Hollywood. A proposito, ma non erano proprio gli attori a 'vivere di espressioni'?