Alimentazione: le abitudini corrette dei genitori sono un 'modello' per le scelte dei figli

Il momento della merenda è spesso quello più ingestibile. Dal momento che 7 bambini su 10 ricevono una paghetta e sono in grado scegliere da soli cosa mangiare, ecco i consigli degli esperti per educare i bambini a scelte consapevoli

Alimentazione Redazione/GP — 23/11/2011
Fonte: Immagine dal web

Merendina non amour. Come rinunciare a quel piccolo "intrigante" spuntino pomeridiano? Quando si è fuori casa però, il rischio di mangiare proprio quello che non si deve, ma stuzzica inevitabilmente l'acquolina, diventa irrefrenabile, soprattutto nel caso dei bambini che, già all'età di 7 anni, come dimostra un’indagine Eurispes, complice una cospicua paghetta settimanale, godono di una certa indipendenza nella scelta dei cibi quotidiani.

Il problema, quindi, nella corretta educazione alimentare dei propri figli perché nel momento in cui si trovano a dover compiere autonomamente scelte alimentari, siano in grado di farlo in modo consapevole. Un compito fondamentale per i genitori, ma non di semplice applicazione. Ecco allora una serie di utili consigli degli esperti del sito www.merendineitaliane.it rivolti ai genitori per aiutarli ad esplorare questo momento fondamentale nella crescita dei bambini, perché è proprio intorno alla tavola di casa che si impara a mangiare correttamente con misura, varietà e piacere.


FONDAMENTALE IL VALORE DELL'ESEMPIO. NO A LISTE DI ALIMENTI BUONI O CATTIVI 
Tutti amano mangiare ciò che più stuzzica l'appetito, e bambini e ragazzi non fanno eccezione. È fondamentale però che il gusto sia educato. E se è importante che i bambini mangino con piacere e che il momento dei pasti venga vissuto con spontaneità, allo stesso tempo va perseguito il senso del limite e della moderazione, che i bimbi devono imparare il prima possibile. I genitori devono cercare di trovare un equilibrio tra controllo, divieti e "laissez-faire". "Come prima cosa - spiega Anna Maria Ajello, psicologa dell’educazione e docente presso l'università di Roma La Sapienza - è bene evitate liste di alimenti buoni e cattivi: per i bambini più piccoli sono incomprensibili e per i più grandi costituiscono un elemento di potenziale trasgressione". "Molto più utile - spiega - è diversificare l'alimentazione, in modo che bambini e ragazzi non si concentrino solo su alcuni alimenti, quelli per loro più appetitosi". È importante inoltre coinvolgere i propri figli nelle decisioni in campo alimentare: "I genitori devono stare attenti - continua la dottoressa Ajello - a costruire con loro il menù che durante la settimana intendete proporre, per renderli sempre più consapevoli dei criteri di scelta e quindi potenziali alleati nella realizzazione della vita quotidiana a tavola". Una regola vince su tutte: adottare per primi un comportamento alimentare corretto, per poter essere un "modello" per i propri figli.


DALLO "SPUNTINO" ALL'INGRESSO IN CUCINA: CONSIGLI PRATICI PER "AUTOGESTIRE" LA MERENDA
Ma come far capire ai propri bambini qual è il comportamento corretto nei confronti della merenda? "Prima di tutto si deve parlare con i bambini e anche i giochi di parole possono aiutare", consiglia la dottoressa Maria Rita Spreghini, nutrizionista e pedagogista. "Ripetere al bambino che a metà mattina e a metà pomeriggio si fa uno 'spuntino', non uno 'spuntone' aiuta i bambini a ricordare che non si deve eccedere con le quantità. La merenda deve solo 'ricaricare', per non far arrivare il bambino troppo affamato al pasto successivo, ma nemmeno troppo sazio". La merenda è infatti un piccolo pasto che deve fornire circa il 5-7% dell'energia che serve quotidianamente. "È importante non saltarla - continua la dott.ssa Spreghino - per avere un'alimentazione equilibrata è fondamentale infatti che ci siano 5 pasti nel corso della giornata: prima colazione, spuntino di metà mattina, pranzo, merenda del pomeriggio e cena".

"È bene non utilizzare la merenda o lo spuntino come un premio - raccomanda la dott.ssa Spreghini - i bambini devono imparare che mangiare correttamente è un impegno per la loro salute, che è importante per il loro benessere e non è la ricompensa per un'attività svolta". Per far sì che i bambini acquisiscano delle corrette abitudini è molto importante stargli vicino: "Preparare la merenda insieme a loro è il modo più utile per capire le porzioni e cosa scegliere: per questo è consigliabile far sì che i bambini entrino in cucina e che siano presenti nel momento in cui si sceglie cosa mangiare, invece di dare loro una merenda già decisa da noi". "Per questo preparare insieme un piccolo panino, una macedonia di frutta o scegliere dei biscotti, una fettina di crostata o ciambella o una merendina da forno confezionata è un modo perché il bambino apprenda con l'esempio cosa è più giusto mangiare in quel momento della giornata".


LA MERENDA GIUSTA AL MOMENTO GIUSTO
Per spiegare ai bambini che ogni alimento deve essere adatto ad un determinato momento della giornata, può essere utile anche ricorrere a qualche metafora: "Il cibo è come un vestito, si sceglie in base all'occasione - spiega la dott.ssa Spreghini - parlare con semplicità ai bambini è un modo per fargli capire le differenze tra i vari alimenti. Ad esempio, se un bambino chiede la pizza a merenda, proviamo a fargli capire che è un cibo più adatto per cena che per uno spuntino, un po' come se volessimo andare ad una festa di compleanno in pigiama. Proponiamo soluzioni valide e, allo stesso tempo, gustose per un bambino come una merendina da forno, un piccolo panino dolce o salato, oppure un frutto di stagione, accompagnati da tè, latte, una spremuta, un frullato,oppure un semplice bicchiere d'acqua: è importante infatti non trascurare i liquidi e la frutta, che i bambini fanno sempre fatica ad accettare".

Spesso, però, è proprio la frutta la nota dolente, quella che proprio non piace e si fatica a mandar giù durante i pasti, figurarsi a merenda. Come fare allora? "Il modo migliore per invogliare il bambino è puntare sul colore - assicura la dott.ssa Spreghino -. Per cui spazio a frutti colorati (e ricchi di vitamine) come arance, mandarini, mele, scegliendo preferibilmente frutta matura e di stagione". "Un'idea che funziona, ad esempio, è organizzare un frutta-party, proporre, cioè, ai bambini, un buffet in cui la frutta sia protagonista, ricco di macedonie, spiedini di frutta e dolcetti alla frutta. Proviamo poi a far assaggiare ai bambini anche frutti meno noti, come il melograno, un perfetto anti-ossidante, dal sapore dolce e anche 'divertente' da scoprire, dal momento che per gustarlo si devono prendere ad uno ad uno i vari chicchi".

Da ultimo, una buona abitudine da tenere a mente quando si parla di merenda è concedere il giusto tempo per consumarla: "È importante che i bambini capiscano che il cibo è un valore - conclude la dott.ssa Spreghini - quindi anche la merenda non deve essere consumata frettolosamente, ma va gustata. Per cui è bene evitare di far mangiare i bambini in macchina mentre si rientra a casa dall'allenamento sportivo o dalle lezioni e cercare, entro i limiti del possibile, di non lasciargli mangiare la merenda da soli davanti alla tv o al computer".