Patronato: Ispo, il 93% degli italiani lo conosce ma non ricorda le sigle

Da un'indagine voluta dai raggruppamenti che si occupano proprio di assistere i cittadini, emerge che nonostante un buon orientamento sulle strutture, pur conoscendo l'istituto in sé, molte persone non sanno riconoscerlo attraverso l'acronimo

Cronaca Lavoro Redazione/GP — 24/11/2011
Fonte: www.cgilpiacenza.it

Nove italiani su dieci (circa il 93%) dichiarano di aver sentito parlare di patronato, mentre il 47% afferma di saper indicare una sigla. Il patronato, dunque, ovvero l'istituto che esercita la funzione di rappresentanza e tutela in favore dei lavoratori, pensionati e di tutti i cittadini presenti sul territorio italiano, è entrato nel patrimonio di conoscenza degli italiani, anche se non sempre sanno citarne con correttezza uno. Il 46%, infatti, sostiene di non essere in grado di menzionare alcun nome specifico di patronato e sono in pochi a citare correttamente almeno una sigla (circa il 20% di chi si dichiara 'conoscitore', pari al 9% del totale campione popolazione).

È quanto emerge da un'indagine realizzata dall'Istituto di ricerca Ispo di Milano, su un campione di 1.007 intervistati, su richiesta dei quattro raggruppamenti di patronati - Cepa, Cipas, Cipla e Copas - sulla notorietà, l'utilizzo e il ruolo sociale svolto dal patronato. La maggioranza di chi dice di 'sapere' cita comunque la sigla delle associazioni promotrici (il 67% tra i conoscitori pari al 31% del campione). Nel complesso, i non conoscitori o i conoscitori 'distratti' dei patronati sono stimabili intorno al 61% sul totale intervistati. Di contro, il 39% manifesta un'ottima o discreta conoscenza dei patronati, citandone correttamente la sigla o l'associazione promotrice.

Per la presidente dell'Inca Cgil (Istituito nazionale confederale di assistenza, Inca), Morena Piccinini, l'indagine "dimostra che viene percepito un dato di qualità e professionalità che attraversa un po' tutti i patronati, e questo è un dato positivo, da un lato". "Dall'altro lato - prosegue - dalla stessa indagine emerge che, se molti cittadini fanno fatica a ricordare la sigla specifica del patronato, però fanno molta meno fatica a ricordare l'associazione promotrice di quel patronato". "I patronati sono tutti promossi da organizzazioni di rappresentanza sociale, dei lavoratori dipendenti o dei lavoratori autonomi, e in molti casi la sigla del patronato è tradotta più nella sigla dell'organizzazione sindacale di appartenenza. Questo è in sé - sottolinea - certamente un limite, ma anche un valore positivo perché significa avere un'identificazione dell'organizzazione sociale alla quale si fa riferimento".

"L'altro elemento è che, siccome l'attività del patronato è gratuita ed è rivolta a tutti i cittadini, tutti - aggiunge la Piccinini - hanno in sé la percezione del valore del patronato. Poi, dopo essersi avvicinati all'uno o all'altro patronato, esercitano anche un'azione di verifica della qualità, magari come atto successivo e non a priori. Anche questo può essere un limite, ma credo possa essere anche un valore positivo". Così, se l'indagine evidenzia un'elevata percentuale di italiani che sostengono di essersi rivolti a un patronato (44%), appare molto significativa anche la quota di coloro che dichiarano che potrebbero farlo in futuro: lo afferma il 28% degli italiani. Tra questi ultimi, si notano soprattutto lavoratori atipici e i giovani adulti (25-44enni).

La necessità di dover svolgere delle pratiche per ricevere informazioni sulle pensioni o sulle varie forme di tutela ha coinvolto circa la metà del campione intervistato. E dalle dichiarazioni emergono diversi gradi di competenza: un terzo degli italiani afferma di sapere bene come muoversi, un altro terzo afferma di averne solo un'idea di massima e il restante terzo dice che non saprebbe cosa fare. La maggioranza delle persone che ha dovuto sbrigare pratiche è composta da chi si è rivolto ai patronati (almeno talvolta): nove su dieci. Non solo: tra coloro che affermano che sapevano esattamente cosa fare quando si sono trovati di fronte a delle pratiche (15%), la maggioranza (73%) è costituita dagli utilizzatori dei patronati. Tra chi dice di conoscere il patronato almeno per sentito dire (93%), il servizio più conosciuto è quello riferito alle pensioni (78%); seguono i servizi per gli assegni famigliari (74%) e per l'indennità di disoccupazione (71%). Anche gli altri servizi sono comunque molto conosciuti. Sono maggiormente informati gli uomini e i lavoratori più garantiti; al contrario, chi conosce pochi o nessun servizio sono soprattutto le donne e i lavoratori atipici. 

Quattro italiani (over 24enni) su dieci (41%) utilizza o ha utilizzato almeno un servizio del patronato. Il servizio maggiormente utilizzato dalla popolazione è quello legato alle pensioni (24%); seguono i servizi per gli assegni famigliari (21%) e per l'indennità di disoccupazione (13%). Ampia l'area degli utenti potenziali per ciascun servizio: sarebbero interessati, oltre che ai servizi pensionistici (48% di potenziali), soprattutto a quelli riferiti alle malattie professionali (40%) e all'indennità di disoccupazione (38%). Alto risulta l'interesse per tutti i servizi offerti dai patronati sia tra utenti effettivi o potenziali sia, seppure in misura più contenuta, tra i non utenti. La scala di interesse verso i servizi premia, in questo caso, soprattutto quelli riferiti alle pensioni e alle questioni contributive/previdenziali (63% di indicazioni totali di interesse), ma c'è un buon livello di attenzione anche per gli altri servizi. Soprattutto gli utenti potenziali appaiono interessati ai servizi riferiti agli assegni famigliari (40%), alle malattie professionali (34%) e all'indennità di disoccupazione, ammortizzatori e assegni sociali (30%).

Quasi tutti gli utenti giudicano positivamente (98%) i servizi offerti dal patronato in generale; otto su dieci li valutano molto positivamente (79%). Gli utenti potenziali sono più interessati, rispetto al totale campione, ai procedimenti per i migranti, alle malattie professionali e agli assegni famigliari. L'utilità sociale del patronato viene confermata anche tra i suoi utenti. La quasi totalità del campione reputa utili le diverse attività di informazione, tutela e consulenza svolte dal patronato. In particolare, definiscono 'molto utili' tutti i servizi soprattutto i lavoratori autonomi, i residenti nel Nord-Est, i 35-54enni e i più istruiti.

Per gli utenti il patronato è innanzitutto un luogo fisico, una sede. È un punto di riferimento soprattutto per la sfera dell'assistenza previdenziale, anche per i cittadini italiani residenti all'estero. I servizi erogati dai patronati sono percepiti come servizi strettamente interrelati con il pubblico e con i servizi di pubblica utilità. Essi sono considerati essenziali e per questo da garantire. La 'fine del servizio' o la sua erogazione intermittente da parte dei servizi della pubblica amministrazione si rivela infatti problematica e portatrice di molteplici disagi per la popolazione che tende per questo a rivolgersi appunto ai patronati. L'indagine, infine, si è rivolta agli internauti e ai media on line che hanno utilizzato la rete Internet sui temi del patronato. Ne emerge che sul web si parla dei patronati soprattutto in modo 'neutro'. In particolare, nei media si danno notizie e comunicati che parlano dei patronati; da parte degli utenti, invece, sono prevalenti le domande e le richieste di informazioni. Molto più rari sono i giudizi di merito, sia positivi sia negativi.