Migrazioni forzate: Guterres, "alle popolazioni in fuga servono politiche di sostegno"

Nel 2010 sono state 40 milioni le persone costrette a lasciare la propria terra a causa del mutamento climatico. L'Alto Commissario dell'ONU per i Rifugiati lancia l'allarme: "Il fenomeno può solo che aumentare"

Cronaca Natura e Ambiente Vera Sermoneta — 28/11/2011

"Il cambiamento del clima sta accrescendo sia le dimensioni che la complessità del fenomeno degli spostamenti forzati di popolazione a livello globale": è l'allarme lanciato nei giorni scorsi dall'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Antònio Guterres, cui è seguito un monito al Consiglio di Sicurezza dell'ONU sulla crescente minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale arrecata dal mutamento climatico e dalle sue interazioni con altri fattori che provocano migrazioni forzate. In particolare, durante l'incontro, Guterres, "ha messo in guardia dal considerare il mutamento climatico come isolato da altre macro-tendenze quali l'aumento della popolazione, l'urbanizzazione e la crescente insicurezza nei settori del cibo, dell'acqua e dell'energia".

"Porsi la domanda 'quante persone saranno costrette ad abbandonare le proprie case a causa del cambiamento del clima?' serve a poco e riflette una visione semplicistica - ha aggiunto Guterres -. Noi vogliamo invece affrontare la più complessa questione di come il riscaldamento globale, l'innalzamento del livello dei mari, il mutamento dei cicli atmosferici e altre manifestazioni del cambiamento climatico stiano interagendo con altri squilibri globali, rinforzandoli e producendo alcuni potenti fattori di instabilità, conflitto, migrazioni forzate".

L'Alto Commissario ha poi citato la diminuzione delle possibilità di coltivare terreni nei paesi in via di sviluppo e la competizione per risorse scarse - quali l'acqua e la terra coltivabile - come potenziali cause sia di spostamenti forzati di popolazione, sia di conflitti. Guterres ha quindi parlato, informa una nota ufficiale, dei rischi in materia di cittadinanza per le persone costrette ad abbandonare piccoli stati insulari a causa dell'innalzamento del livello del mare. Ha inoltre sottolineato la crescente evidenza di una relazione tra il mutamento climatico e inondazioni e altri disastri naturali, che - secondo una stima - nel solo 2010 hanno costretto oltre 40 milioni di persone ad abbandonare le proprie case.

"Il fenomeno del cambiamento climatico e il suo ruolo nel rafforzare altri squilibri costituiscono serie minacce alla pace e alla sicurezza - ha proseguito Guterres - In un mondo che sta diventando sempre più piccolo e che, per la prima volta, sta incontrando limiti fisici alla crescita economica, questa minaccia non può che aumentare". L'Alto Commissario ha poi esortato i membri del Consiglio a intraprendere misure per limitare la portata del mutamento climatico come agente di conflitti e migrazioni forzate.

"È imperativo per la comunità internazionale - ha affermato - stabilire un programma di sostegno per aiutare i paesi più poveri ad adattarsi e ad affrontare questi mutamenti. Ha quindi esortato la comunità internazionale a formulare e adottare un gruppo di principi per assistere le persone costrette a lasciare il proprio paese in conseguenza di catastrofi ambientali, ma che potrebbero non avere i requisiti necessari per essere riconosciuti come rifugiati in base al diritto internazionale".

"Dare questo sostegno è un imperativo umanitario. Ma è anche un nostro comune interesse - ha concluso Guterres -. Se il mutamento climatico diventa incontrollato, e se noi non troviamo soluzioni sostenibili per le popolazioni sfollate, vuol dire che stiamo creando le condizioni per le quali si verificheranno certamente ulteriori varchi nella pace e la sicurezza internazionali".