'Sole a catinelle': la simpatia spregiudicata di Checco Zalone travolge anche l'alta società

In arrivo il terzo film per l’attore pugliese che precisa: "Nessuna ideologia, solo rappresentazione di una situazione presa dalla realtà". Valsecchi: "Il cinema non vive una stagione meravigliosa, l'asticella non può essere messa troppo in alto"

Cinema: Recensioni Aura De Luca — 30/10/2013
Titolo: Una scena del film
Fonte: Medusa Film

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"Muovere dalla crisi e cercare di far ridere è difficile, ma a noi piaceva l'idea di quest'uomo completamente refrattario alla crisi stessa, una persona che è il prodotto del berlusconismo degli ultimi 20 anni e che predica l'ottimismo sempre e comunque". È da qui che parte Checco Zalone, nome d'arte di Luca Pasquale Medici, nel presentare alla stampa 'Sole a catinelle', terzo film per il grande schermo, budget 8 milioni di euro, per la regia di Gennaro Nunziante (con cui Zalone anche sceneggiatore), prodotto dalla Taodue di Pietro Valsecchi e distribuito da Medusa.

UN VIAGGIO SIMPATICAMENTE SPEGIUDICATO NELL'IPOSCRISIA DELL'ALTA SOCIETÀ. Questa volta Checco Zalone veste i panni di un venditore di aspirapolvere in crisi nera, che deve realizzare la promessa fatta al figlio Nicolò, quella di regalargli "una vacanza da sogno" qualora a scuola venga promosso con tutti dieci che, puntualmente, arrivano in pagella. Quello che non arriva però sono i soldi per la vacanza. Così Checco decide di portare Nicolò dai parenti in Molise, nella speranza di unire l'utile - quindi vendere aspirapolvere ai parenti - al, si fa per dire, dilettevole. Fortunatamente, Checco si ritrova a casa di Zoe, una ricca ragazza che ha un figlio proprio dell'età di Nicolò con cui nasce un'amicizia e che li fa entrare nel suo mondo dorato fatto di party esclusivi, bagni in piscine faraoniche, ancora yacht, cavalli, campi da golf, serate a Portofino. Il viaggio in Molise si trasforma così in un viaggio da sogno nell'alta società, compassata e ipocrita, travolta e sconvolta dalla spregiudicata simpatia di Checco Zalone. Ed è proprio a questo punto del film che sceneggiatori Zalone - Nunziante si sbizzarriscono utilizzando il cliché classico del contrasto, tanto più forte quanto più divertente. Arricchito dall'inevitabile equivoco che trasforma il rozzo e ignorante venditore di aspirapolveri in un imprenditore esperto in 'pulizia' delle società irregolari nei paradisi fiscali.

GUARDA L'INTERVISTA AL TERMINE DELLA CONFERENZA STAMPA



FILM 'TRASH' O BUONISTA? NUNZIANTE: "NON C'È NULLA DI OLGARE IN CHECCO ZALONE". "Il film doveva finire in Molise, una situazione bucolica in stile Adriano Celentano - racconta Zalone - poi però abbiamo deciso di cambiare, proprio per evitare il buonismo di cui qualcuno ha parlato". Il comico, infatti, non è d'accordo con la tesi del buonismo, così come non ama il termine 'trash' associato ai suoi film da alcuni giornalisti. Etichetta, quest'ultima, che durante la conferenza stampa indispone il regista Gennaro Nunziante che precisa seccato: "Noi non abbiamo mai fatto film 'trash' e non c'è nulla di volgare in Checco". "Per noi la volgarità è tutto ciò che è goffo - aggiunge - fare tutto ciò che è scontato come il triangolo lei-lui-l'amante o cose del genere. È vero, nel film il bambino dice una parolaccia, ma è assolutamente necessaria".

NESSUNA IDEOLOGIA, SOLO RAPPRESENTAZIONE LA REALTÀ. "Non avevamo intenti ideologici volevamo solo rappresentare una situazione presa dalla realtà": Checco Zalone risponde così a qualche giornalista irriverente che in conferenza stampa cerca di buttare la conversazione sul politico. "La commedia italiana è sempre stata così - spiega il regista Nunziante - attinge dalla realtà. Noi non abbiamo inventato nulla. Ci siamo limitati a constatare che la commedia muore di anacronismo, perde efficacia se si distacca dalla realtà".

Insomma, al pubblico l'ardua sentenza. Resta il fatto che Zalone torna al cinema reduce dai 15 milioni al botteghino di 'Cado dalle nubi' e dai 45 di 'Che bella giornata'. Due anni di assenza in cui ha avuto una bambina. "Io e Gennaro siamo stati due anni a pensare a una sceneggiatura - racconta ancora Zalone - poi forse il fatto di essere diventato papà mi ha spronato. Ora che ho fatto il film sono felice di poter tornare a vedere mia figlia: in questi mesi l'ho potuta vedere un paio di volte a settimana". Nel cast del film, lo ricordiamo, anche la francese Aurore Erguy, l'esordiente sul grande schermo Miriam Dalmazio e i piccoli Robert Dancs e Ruben Aprea. Nel film, nel ruolo di due faccendieri, Augusto Zucchi e Marco Paolini.