Paolo Ruffini: "Il cinema italiano guarda ai ragazzi italiani con gli occhi di un 60enne"

Debutto alla regia per il comico livornese con il film 'Fuga di cervelli', remake dell'omonima commedia spagnola del 2009. Definita una pellicola "politicamente scorretta" senza riguardo per le disabilità. "Il mio primo film è dedicato a tutti i perdenti"

Cinema: Protagonisti Emanuele Dorru — 14/11/2013
Titolo: Paolo Ruffini


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Una storia come tante: da una parte Emilio, un giovane timido e impacciato, dall'altra la bellissima Nadia la ragazza di cui è innamorato fin a quando erano piccoli. Per i lunghi anni dell'infanzia e dell'adolescenza, il giovane non ha mai avuto il coraggio di confessare il suo amore. La venerazione nei confronti della ragazza l'ha portato a iscriversi alla stessa Università di Medicina. Un pomeriggio, Emilio prende il coraggio a due mani, si avvicina a Nadia, la saluta ma lei gli racconta che sta per partire per l'Inghilterra: ha vinto una borsa di studio e si trasferirà ad Oxford. Emilio è distrutto, ma per fortuna, non è da solo, ha un gruppo di amici straordinario per idiozia, ma anche per entusiasmo che non esita a intraprendere un'avventura nel Paese della Regina all'inseguimento dell'amata Nadia.

Questo e tanto altro ancora è 'Fuga di cervelli', il film che segna l'esordio alla regia del comico di Colorado Paolo Ruffini che ne è anche interprete. Remake del film campione di incassi spagnolo 'Fuga de cerebros', la pellicola è prodotta da Maurizio Totti e Alessandro Usai per Colorado Film in collaborazione con Medusa Film. "Questo film è dedicato ai 'perdenti' che sognano di stare con la bella del primo banco ma pensano di non poterci riuscire mai - ha spiegato il comico in conferenza stampa -, a quei ragazzi italiani che si vergognano un po' della loro sensibilità, si rifugiano nel gruppo per non rivelare di essere fragili ma poi non sanno come gestire questa fragilità e come mostrarsi".

Anticipato da numerose polemiche legate al linguaggio scelto per i personaggi, definito
politicamente scorretto e senza occhi di riguardo per le disabilità, 'Fuga di cervelli', il cui pubblico è per stessa ammissione dei suoi realizzatori quello dei ragazzi ("Ma - ha precisato Ruffini - di sfigati in giro ce ne sono tanti, anche tra i 50enni"), è una sorta di college-movie all'italiana, che presta il fianco a critiche fin troppo facili sul buon gusto dell'operazione. Bacchettate "da fine anni novanta" le definisce Ruffini, che obietta: "Trovo più volgare prendersi troppo sul serio".

BACKSTAGE DEL FILM


Respinte al mittente anche le accuse sul trattamento riservato ai portatori di handicap nel
film: "Se su una cosa non si può scherzare, è un problema: è come se ci si ghettizzasse da soli". Ruffini ha poi aggiunto: "Perché le cose che riguardano la malattia devono essere per forza sgradevoli?". Tra i padri putativi cita i fratelli Marx, 'Non guardarmi, non ti sento' e 'Quasi amici', "di cui mi sono imbottito", anche se il frequente ricorso alle parolacce indicherebbe ascendenze diverse e tutte italiane. "Ma quando non vogliono offendere sono innocue e infantili" si è giustificato il comico livornese. "Il cinema italiano guarda ai nostri ragazzi con gli occhi di un 60enne. Anche io faccio fatica a stare dietro al loro linguaggio - ha continuato Ruffini -. Mi sono fatto un giro su YouTube per capire come parlano oggi, fatevelo anche voi".

Un mix esplosivo il cast di 'Fuga di cervelli': da YouTube arrivano Frank Matano, una specie
di star con oltre 80 milioni di visualizzazioni per i suoi scherzi telefonici e Guglielmo Scilla, in arte 'Willwoosh', titolare di uno dei canali YouTube più visitati in Italia. Per il resto c'è tanta tv: Ruffini a parte, anche Andrea Pisani e Luca Peracino provengono dal mondo di Colorado (sono i Panpers). Olga Kent invece ("una bellezza pop" la definisce Ruffini), è una modella che abbiamo già visto in Vacanze di Natale a Cortina'.