INTERVISTA - 'Belle & Sebastien', in arrivo al cinema la storia che ha cresciuto intere generazioni

Il piccolo Félix Bossuet racconta la sua esperienza sul set del film tratto dal libro di Cécile Aubry e divenuto un cartone cult degli anni '80. Arriverà in Italia il 30 gennaio insieme a molte iniziative dell'OIPA per la tutela di tanti piccoli cuccioli

Cinema: Protagonisti Redazione/TB — 13/01/2014
Titolo: Locandina del film
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Trovarlo non è stato semplice. Ci sono voluti oltre 2.400 provini per arrivare a lui. Le sue foto alla produzione erano state inviate dalla mamma, ma senza neppure troppa convinzione o aspettative visto il numero elevato di candidati. Ma appena il regista Nicolas Vanier, oramai quasi rassegnato, lo ha incontrato per caso in corridoio ha capito: capelli spettinati al vento, due occhietti intensi color nocciola e un visino da scugnizzo. Sì, era proprio lui il Sebastien che aveva in mente. Così, il piccolo Félix Bossuet, che da grande vuole fare il medico, si trasforma per magia nell'intrepido Sebastien nell'omonimo film 'Belle & Sebastien', storia resa celebre prima dalle novelle di Cécile Aubry e poi da una serie animata diventata un cult degli anni '80.

La storia è quella del piccolo orfano Sebastien trova l'amicizia di Belle, una grande femmina di cane dei Pirenei che abita nei boschi attorno al paese e che dovrà difendere da quanti la ritengono un feroce e pericoloso predatore. Tra mille avventure e qualche guaio, Belle e Sebastian riusciranno pian piano a dimostrare tutto il loro valore portando in salvo al di là delle montagne una famiglia di fuggitivi inseguiti dai militari tedeschi. Un ruolo non semplice, dunque, perché al di là della qualità della scrittura e della regia, infatti, è proprio il piccolo Félix Bossuet che porta avanti questo progetto. Ma a giudicare dal successo che il film sta avendo in Francia, Vanier può stare tranquillo, la sua scelta si è rivelata quella giusta. Il film arriverà in Italia il prossimo 30 gennaio ed ogni visione in sala sarà legata ad una iniziativa diversa dell'Organizzazione Internazionale Protezione Animali (OPIA), una ONG affiliata al dipartimento di pubblica informazione dell'ONU, per la salvaguardia di tanti piccoli cuccioli di cane. Ed ecco che in questa intervista il piccolo Félix Bossuet racconta la sua esperienza sul set e con gli attori durante le riprese del film che arriverà in Italia il prossimo 30 gennaio: 

Come è iniziata questa avventura per te?
"Mia madre aveva inviato una mia foto al casting anche se sapevo che erano state inviate molte altre foto di bambini. Dopo però mi hanno voluto incontrare, al telefono mi hanno spiegato che avrei dovuto leggere un testo. Ci sono andato, ho fatto una lettura e c'erano dei cani intorno a me, ma non quelli del film. Poi mi hanno richiamato per una lettura insieme ai veri cani e un giorno, mentre aspettavo da un dottore, Nicolas Vanier mi ha chiamato per dirmi che mi aveva scelto per interpretare Sebastien".

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Che cosa hai pensato della storia di belle e Sebastien?
"Mi è piaciuta subito e ho pensato che sarebbe stato bello fare questo film anche se avrei avuto un po' paura di girare le scene con i cani veri. Poi mi sono detto che Sebastien viveva delle situazioni piuttosto particolari, come per esempio quando si fa il bagno nel torrente. Ma ero pronto a farlo lo stesso!"

Com’è andata sul set con i cani?
"All'inizio ho ripetuto le scene con dei cani che non ci sono nel film perché dovevamo allenarci poi, ho girato con quelli veri, prima dovevo lasciare che i cani mi leccassero, solo dopo ho avuto il permesso di accarezzarli. Sul set insieme a me c'erano gli addestratori e tre cani in tutto".

Parlaci un po' di Sebastien, che tipo è?
"Sebastien è un ragazzino orfano che non ha né la mamma né il papà. Incontra un cane di cui all'inizio ha paura ma che poi riesce ad addomesticare. È un bambino che va in giro da solo per le montagne. È abbastanza coraggioso anche se è aiutato da Cèsar, il suo finto nonno, da Angélina e dal Dottor Guillaume".

LA SIGLA DEL CARTONE ANIMATO DEL 1981


Come sono andate le riprese con il regista Nicolas Vanier?
"Spesso mi faceva provare le scene con in mano il copione. A volte cambiavo i dialoghi se anche lui era d'accordo e dopo facevo delle pause. Le riprese sono durate in tutto un anno ma sono state fatte in tre stagioni diverse: l'estate, l'autunno e l'inverno. Il periodo più difficile è stato l'inverno perché faceva davvero molto freddo".

Ti sei trovato bene con gli altri attori?
"Alcuni di loro mi hanno dato dei consigli: Mehdi mi ha detto di non fissare la persona con cui stavo parlando ma di guardarlo di lato così che non si sarebbe visto troppo il bianco dell'occhio ma poi, in realtà, ho seguito il suo consiglio solo una o due volte. Tchécky, invece, mi ha spiegato che se non riuscivo a piangere era meglio che non lo facessi proprio piuttosto che sforzarmi".

Quando hai visto il film cosa hai pensato?
"Mi è piaciuto molto e in certi momenti mi sono commosso. Mi ha fatto strano rivedermi sullo schermo soprattutto perché era la prima volta. Mi piacerebbe continuare a recitare ma se non riesco a diventare un attore famoso voglio fare il medico!"

LINK
- Organizzazione Internazionale Protezione Animali (OPIA)