Streep, Bullock, Blanchett, Adams, Dench: cinque attrici e una statuetta…!

Quintetto di star grandi protagoniste per la corsa all'Oscar nella categoria Miglior attrice protagonista il prossimo 2 marzo. Una sfida a suon di talento, eleganza e bravura che sta mandando in confusione qualsiasi tipo di pronostico

Cronaca Cinema Francesca Pierleoni — 27/01/2014

A due anni dall'ultima statuetta (per 'La signora di ferro') Meryl Streep, aggiorna il suo record arrivando a 18 nomination, con tre vittorie (le altre due sono state per 'Kramer contro Kramer' e 'La scelta di Sophie'). A riportarla in gara è questa volta 'I segreti di Osage County', trasposizione di John Wells, della commedia premio Pulitzer di Tracy Letts, un confronto familiare senza esclusione di colpi, tra dramma e commedia nera, con un cast all star, che ha portato anche una nomination all'Oscar fra le non protagoniste, a Julia Roberts. Un'altra occasione per la Streep di dimostrare la sua versatilità nel ruolo di una madre malata di cancro e dipendente dai farmaci, spietata nel giudicare le figlie. L'essere considerata da molti la migliore attrice vivente, non fa diminuire a Meryl, classe 1949 la voglia di mettersi alla prova: tra i suoi prossimi film, The homesmen di Tommy Lee Jones, il musical 'Into the woods', dove si cala nei panni di una strega, il fantascientifico 'The Giver', e un progetto prodotto da Harvey Weinstein, contro le pressioni sul governo della lobby delle armi.

MARYL STREEP TIFA AMY ADAMS. Spiritosa, autoironica e diretta, la Streep ha detto di fare il tifo agli Oscar quest'anno per Amy Adams, che ha visto crescere artisticamente, avendo recitato con lei ne 'Il dubbio' e 'Julie & Julia'. Classe 1974, quarta di sette fra fratelli e sorelle, la Adams è nata in Italia, a Vicenza, dove suo padre, militare americano, era di stanza in una base Usa. La sua quinta nomination, ma la prima come protagonista (quelle come non protagonista le ha avute per 'Junebug', 'Il dubbio', le arriva di nuovo per un film di David O. Russell grazie al ruolo di seducente truffatrice in American Hustle (per cui sono in gara anche Christian Bale tra i protagonisti, e Bradley Cooper e Jennifer Lawrence tra i non protagonisti). Stakanovista e perfezionista, per sua stessa ammissione, è a suo agio nel dramma come nella commedia, tanto che dopo tanta gavetta e l'exploit nell'indipendente 'JuneBug', il primo successo internazionale è stato il disneyano 'Come d'incanto' (2007), dove ha dimostrato anche le sue doti canore. Talento confermato l'anno scorso nell'edizione allestita a Central Park, del musical 'Into the woods', suo ritorno a teatro dopo 13 anni.

INTENSA E COMMOVENTE LA 'PHILOMENA' DI JUDI DENCH. Con già all'attivo, compresa quella di quest'anno, sette nomination e un Oscar nel 1999 per il ruolo di Elisabetta I in 'Shakespeare in love', torna in gara anche la regina della scena britannica Judi Dench, classe 1934. Stavolta è candidata per 'Philomena' di Stephen Frears, dove presta il volto alla vera storia di Philomena Lee, donna irlandese decisa a ritrovare il figlio avuto 50 anni prima, da adolescente, e 'venduto' contro la sua volontà a una coppia di americani, dalle suore del convento dove era stata mandata a partorire. Pur privilegiando il teatro, dove ha dato vita a straordinarie interpretazioni nei ruoli shakespeariani, e non solo, la Dench in quasi 60 anni di carriera, ha sempre alternato anche tv e cinema. Negli ultimi 20 anni è sempre più richiesta anche da Hollywood, un'attenzione dovuta a performance come quelle in Mrs Brown, Iris, Chocolat e anche grazie all'umanità e l'ironia portata al ruolo di M, il capo di 007, prima nella versione di Pierce Brosnan poi di Daniel Craig, nei film di James Bond.

ETEREA E CAMALEONTICA CATE BLANCHETTE NOMINATA PER 'BLUE JASMINE'. Alla Dench è legata un'altra delle candidate, Cate Blanchett, sua compagna di set in 'Diario di uno scandalo', film per cui entrambe nel 2007 sono state candidate all'Oscar, e come Dame Judi interprete al cinema di Elisabetta I in 'Elizabeth' (1998) e 'Elizabeth: The Golden Age' (2007). Altre due performance per cui l'attrice australiana, classe 1969, è stata nella cinquina dell'Academy, da cui finora ha avuto sei nomination e una statuetta, nel 2005 per 'The Aviator', dove interpretava Katharine Hepburn. Tanto intensa quanto ironica e spesso irriverente capace di passare con disinvoltura dai panni dell'elfa Galadriel nella saga del Signore degli anelli a quelli di Bob Dylan in 'I'm not there', è di nuovo in corsa agli Oscar per la prova di donna in crisi emotiva e finanziaria in'Blue Jasmine' di Woody Allen.

LA GRAVITÀ E LO SPAZIO VISTI DA SANDRA BULLOCK. Chiude la cinquina Sandra Bullock, che come il collega (ed ex compagno) Matthew McConaughey, nominato fra i migliori attori protagonisti, a lungo è stata etichettata come interprete per commedie e film di genere. Tra i film della svolta, nel 2009, c'è'The blind side' di John Lee Hancock, tratto dalla vera storia di Leigh Anne Tuohy, madre adottiva di Michael Oher, diciassettenne afroamericano senzatetto, che grazie alla nuova famiglia trova una strada e diventa campione di football. Un'interpretazione che alla sua prima nomination, nel 2010 è valsa alla Bullock la vittoria dell'Oscar come miglior attrice protagonista. Trionfo a cui in quell'anno si sono aggiunte ombre e altre luci, come il divorzio dal marito Jesse G. James, sposato cinque anni prima, dopo averne scoperto il tradimento, e l'adozione del piccolo Louis. La seconda nomination agli Oscar quest'anno le arriva per la straordinaria performance nei panni di astronauta alla deriva nello spazio nel fantascientifico 'Gravity'. "Per me - ha spiegato la Bullock al Daily Mail - questo film costituisce una rinascita del mio entusiasmo nel fare film e nell'esserne parte".