Edoardo Leo, "un artigiano del cinema che ha trovato la sua strada"

E' l'attore del momento, in sala con cinque film. "Quando ottengo un ruolo - dice - mi preparo, mi trasformo e cerco di convincere il regista che sono credibile nei panni di uno diverso da me". E intanto prepara il terzo film da regista

Cinema: Protagonisti Alessandra Magliaro (*) — 12/02/2014
Titolo: Edoardo Leo


Non c'è commedia che non lo annoveri tra i protagonisti. Da 'Tutta colpa di Freud' di Paolo Genovese, ai primi posti del box office di queste settimane al film di Sydney Sibilia, 'Smetto quando voglio', esordio di cui si dice gran bene (in sala da domani) al nuovo film da regista di Rolando Ravello 'Ti ricordi di me?', passando per 'La Mossa del Pinguino', esordio alla regia di Claudio Amendola e per un altro debutto, 'Pane e Burlesque' di Manuela Tempesta. "Sono l'attore del momento? Ecco appunto del momento", scherza Edoardo Leo in questa intervista.

Classe 1972, Leo è un esempio del cinema italiano di 'giovane' generazione: è attore, regista, sceneggiatore e in futuro anche produttore, non fa differenza tra cinema, teatro, tv e lavora in team senza struggimenti autorali secondo un nuovo modello più americano che nostro. "Non sono un artista, altri lo sono, sono un artigiano del cinema che con passione grande e altrettanto grande determinazione ha trovato la sua strada - dice Leo che è un tipo simpatico, compagnone, con una buona fama intorno al suo talento -. Il massimo per me è stato quando Daniele Luchetti vedendomi balbuziente nel mio film 18 anni dopo mi ha chiesto se lo fossi davvero". "Mi piacciono queste soddisfazioni, sono un tipo normale che fa qualunque cosa per ottenere un ruolo da cui sulla carta sarei fisicamente lontano". "Mi preparo, mi trasformo e cerco - spiega - di convincere il regista che al di là di come sono nella realtà sono credibile nei panni di un altro diverso da me".


[Edoardo Leo insieme a Valeria Solarino sul set del film 'Smetto quando volgio' di Sydney Sibilia]

Sarà per questo che è attratto dai nerd, un po' sfigati, "lo sono stato anche io ma la mia tigna, come si dice a Roma, è stata più forte. Quando il telefono non squillava l'ho alzato io". Ora, sostiene, è un caso che tutti i nuovi film escano insieme e che ad esempio da domani sarà protagonista di 'Smetto quando voglio' mentre è anche nell'affollato gruppo di 'Tutta colpa di Freud'. "Raccolgo i frutti di tanti mesi - sottolinea Leo -, ho un'età per cui non mi lascio andare ai facili entusiasmi. Non nego l'entusiasmo soprattutto perché è in questi lavori ci metto il cuore". "Il film di Rolando Ravello ad esempio - prosegue l'attore -, una commedia romantica che fa ridere e piangere, in cui sono un disadattato cleptomane che si innamora di Ambra Angiolini pure lei come me e insieme riusciamo a guarire, l'ho portato in tournee a teatro tanto lo sentivo".


[Edoardo Leo insieme ad Antonello Fassari sul set de 'La mossa del pinguino' di Claudio Amendola, da marzo al cinema]

E poi Smetto quando voglio "in cui sono un super-laureato che non trova lavoro e si reinventa produttore di droga". E precario è anche nel film-esordio di Claudio Amendola, un personaggio che si dà al curling per trovare un riscatto nella vita. "Con un fisico come il mio potevo fare il poliziotto, il pompiere, il caposquadra e invece mi piace il potere della parola e ho il culto della performance" spiega l'attore che prepara il terzo film da regista dopo 'Buongiorno Papà' e '18 anni dopo'. "Lavoro nella factory di Lucisano, abbiamo comprato i diritti di un romanzo che mi ha folgorato. S'intitola 'Giulia 1300 e altri miracoli' ed è il primo lavoro del pubblicitario romano Fabio Bartolomei". "È la storia tragicomica di 4 sfigati che trovano il modo di lavorare nonostante la camorra. Comincio a metà maggio e -  conclude Leo - so già che è un progetto ambizioso". Come a dire, "Smetto quando voglio ma per ora mi godo il successo!"

(*) Caposervizio della redazione Spettacoli, Cultura e Media dell'Ansa