'Italy in a Day': Salvatores, "l'Italia di oggi? Sofferente ma creativa e piena d'energie"

Fuori concorso a Venezia, è il primo Social Movie collettivo italiano realizzato con i video di persone comuni che così raccontano il loro Paese. Un "diario emotivo" senza filtri ma anche una riflessione che, nonostante tutto, lascia spazio alla speranza

Animazione, Docu e Corti Francesca Nanni — 30/08/2014
Titolo: Il regista Premio Oscar, Gabriele Salvatores

Raccontare l’Italia in un giorno. Precisamente durante le 24 ore del 26 ottobre 2013. A dare voce ad un intero Paese le persone comuni. Come? Attraverso i video realizzati da persone comuni con qualsiasi mezzo tecnologico a loro disposizione (telecamere, smart phones, fotocamere, ect), per raccontare desideri, sogni, paure, riflessioni, qualsiasi cosa considerata importante che accadeva quel giorno o anche, semplicemente, quello che si vedeva dalla finestra di casa. Sono stati 44mila 197 i video ricevuti nell’arco della giornata per oltre 2.200 ore di immagini. A sceglierne 632, il premio Oscar Gabriele Salvatores che li ha montati insieme ad una squadra di 40 persone coordinate dai montatori Massimo Fiocchi e Chiara Griziotti. Nasce così ‘Italy in a day. Un giorno da italiani’, il primo social movie collettivo italiano nato dal successo della versione americana pensata e realizzata dal regista Ridley Scott, prodotto da Indiana Production con Rai Cinema, che il 3 settembre verrà proiettato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia.

SALVATORES: “MIGLIAIA DI PERSONE MI HANNO AFFIDATO I LORO RACCONTI!” “La cosa che più è piaciuta di questo progetto a livello artistico - ha detto in conferenza stampa Gabriele Salvatores - è che se fino ad ora si è chiesto al cinema di raccontare le nostre storie, le nostre vite, la quotidianità, in questo caso è stato chiesto al pubblico di non affidare il racconto della propria vita ad un regista ma di provare a raccontarlo da solo”. “Questo esperimento è stato realizzabile solo oggi - ha aggiunto il regista - con i media di cui disponiamo. Sono stato quello a cui migliaia di persone hanno affidato il loro ‘message in a bottle’, per questo ci volevano rispetto e attenzione. “Ma anche la coscienza del proprio ruolo. Raccontare la tua storia, anche se con le parole degli altri. Oggi, sommersi da qualsiasi tipo di immagine, non è forse il montaggio quindi il racconto, la vera anima di un film?”



‘ITALY IN A DAY’, UN DIARIO EMOTIVO SENZA FILTRI INTELLETTUALI. Ecco allora che in quest’ottica, ‘Italy in a Day’ si trasforma in una sorta di “diario emotivo”, un censimento delle emozioni e dei pensieri degli italiani, una confessione laica, la voglia di condividere i propri sentimenti attraverso le immagini, un collettivo psicodramma italiano, di volta in volta tenero, arrabbiato, divertente o disperato. Ma anche una coinvolgente riflessione, sincera e senza filtri intellettuali, sul senso stesso di questo nostro viaggio comune sul pianeta Terra, in questi anni. Un esperimento collettivo, un Social Movie dove il materiale narrativo viene fornito da chiunque ne ha voglia e l'organizzazione del racconto è affidata a chi lo fa per mestiere.

GANGAROSSA: “76 MINUTI CHE MISURANO LA TEMPERATURA EMOTIVA DELL’ITALIA”. “Un materiale ricco e potente che ci ha emozionato e commosso”: così Lorenzo Gangarossa, che ha adattato l’edizione italiana del progetto di Ridley Scott, definisce l’esperienza di ‘Italy in a Day’, sottolineando come “il film che si vedrà a Venezia e poi in sala è composto da 76 minuti che misurano in qualche modo la temperatura emotiva del paese”. In migliaia hanno risposto alle domande proposte come 'tracce' per i video: cosa ami? Di che cosa hai paura? Cosa sogni? Che Italia stai vivendo? “E non solo giovani, come si potrebbe pensare – ha evidenziato Gangarossa, ma persino ottantenni con la voglia di raccontarsi. E tutti con racconti profondi anche quando sono episodi allegri”.

DAL QUOTIDINO COMUNE A QUELLO DELLE CARCERI, FINO ALLO SPAZIO…UN’ARDUA SELEZIONE. Molte le curiosità tra i tanti video inviati a Salvatores, come il quello mandato dall'astronauta Luca Parmitano e come le immagini girate dai detenuti del carcere di massima sicurezza di Bollate, a Milano. “Abbiamo avuto un accordo con il ministero di Grazia e Giustizia - ha spiegato Gangarossa -, siamo andati all’interno dei penitenziari e abbiamo spiegato ad alcuni detenuti come realizzare il video. Gli abbiamo lasciato le videocamere e loro si sono raccontati. Penso sia stato giusto rappresentarli”. Tante le cose potenti arrivate alla redazione come la storia di un collaboratore di giustizia. E via via la selezione di faceva sempre pi ardua. “Ci siamo mossi inserendo i tag degli argomenti ad ogni video arrivato e poi scegliendo l'arco della giornata che volevamo raccontare per intero, la varietà dei luoghi italiani da Pantelleria a Bolzano, le risposte alle domande che avevamo posto e le sequenze legate agli eventi importanti della vita. Siamo arrivati ad una superselezione e da lì in avanti ancora fino ad arrivare a 76 minuti”.

L’Italia che viene fuori da ‘Italy in a Day’? Salvatores e Gangarossa non hanno dubbi: “Sofferente ma creativa e piena d'energie”.

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