Dagli spot del Mulino al ruolo di Gianni Versace, la seconda vita di Antonio Banderas

In attesa dell'inizio delle riprese del film che lo porterà nelle vesti dello stilista ucciso a Miami nel 1997, l'attore spagnolo si divide tra cinema, teatro e moda. "Il mio film migliore? - dice - non l'ho ancora fatto e sto lavorando per questo"

Cinema: Protagonisti Redazione — 30/07/2015

In Italia in molti lo fermano per chiedergli di Rosita. Ma Antonio Banderas è molto più che un uomo che parla con una gallina. È vero, grazie a questo spot tv è entrato nelle case di una nazione intera, con un trionfo di poolarità tutta italiana, ma è tra New York e Londra che vive e dove, in questi anni, ha messo in cantiere molti progetti nella moda, nel teatro e nel cinema. È una seconda vita all’insegna della creatività a 360 gradi quella che caratterizza la seconda vita del divo hollywoodiano e di cui parla in modo ponderato e sereno durante il 13esimo 'Ischia Global Film & Musica fest', lo scorso 19 luglio, dove ha ritirato il Legend Award dedicandolo al suo grande amico Omar Sharif.

Cinquantaquattro anni, due divorzi, una figlia Stella avuta dall'attrice Melanie Griffith appena diplomata, oscilla tra saggezza dovuta all'età ed una nuova energia. Nel clima del festival confessa "di ritrovare un qualcosa di primitivo e di magico. In Italia, qui, ci si sente a casa". Con lui la giovane compagna Nicole Kimpel. Banderas dice "sono famoso, lavoro da 30 anni, per 25 anni sono stato ad Hollywood, credo di aver fatto tanti bei film ma sono convinto che il mio migliore ancora non l'ho fatto e sto lavorando per questo”. In attesa che esca il nuovo film di Terrence Malick ad Ischia Banderas ha ritrovato tra gli ospiti Bille August, il regista danese Palma d'oro per 'Pelle', con cui in un periodo in grande ascesa, i primi anni Novanta successivi al grande lancio con Almodovar Antnio aveva interpretato 'La Casa degli spiriti', tratto dall'omonimo libro di Isabelle Allende. Così annuncia: "Sarò Gianni Versace in una pellicola proprio con la regia di August. Sarà fantastico interpretare un personaggio così speciale". Salvo imprevisti la produzione dovrebbe partire a gennaio, le riprese a marzo. "Stiamo finendo la sceneggiatura, quella di Versace è una storia pazzesca - spiega August -, pensando da dove è partito, cosa ha significato nella moda di quegli anni e poi quella fine orrenda. Banderas sarà formidabile".

Guardando indietro, alla sua personale carriera, Banderas ricorda i film più significativi fatti ad Hollywood, le 'svolte' anche quelle meno scontate e le inquadra nel contesto sociale. "Sento, insieme ad altri di aver fatto parte di una piccola rivoluzione. Sono arrivato in America quando la comunità ispanica non aveva quasi rappresentanza - spiega -, era parte dei flussi migratori, a spagnoli e a portoricani attribuivano ruoli da cattivo o delinquente, penso a Mambo Kings ma 5 anni dopo avevo maschera, cappa e spada ed ero Zorro. Qualcosa stava cambiando, il cattivo era biondo e con gli occhi azzurri". Poi ad un certo punto, dopo anni, la svolta. "La molla - racconta - è stata per motivi personali, dopo il divorzio con Melanie ho cominciato a riflettere, ho avuto la netta consapevolezza che un certo periodo della mia vita era finito e oggi posso dire che è cominciato un nuovo inizio". "Ho ricominciato, per dignità, e oggi vedo le cose con occhi diversi. Resta l'energia, credere in quello che fai, essere motivato e io ho ancora tanta passione e una responsabilità rispetto al pubblico oltre che a me stesso". Per Banderas fare la pubblicità non è qualcosa di disdicevole anzi: "Ci sono i soldi ovviamente ma anche la fiducia verso un progetto, quegli spot parlano di famiglia e di valori e io li sposo in pieno".

I rapporti con il pubblico e la stampa rispecchiano l'attuale fase del Banderas pacificato. "Ad Hollywood talvolta mi sentivo in difficoltà, ci inseguivano ovunque, non volevo ferire nessuno ma neppure imprigionarmi. Ora sono a mio agio, me ne frego di quello che scrivono su di me, sono disponibile con le persone, sono naturale. Andassi appresso ai gossip diventerei pazzo e io non sono di quelli che si concentrano su se stessi". Il cinema italiano lo segue, amerebbe essere chiamato da Sorrentino e Tornatore ma è sentimentalmente legato ai grandi registi del passato così come con occhio nostalgico pensa alle prime frequentazioni da giovane star a Cannes e a Venezia. "Oggi è un grande circo, devi andarci perché così gira l'industria - sottolinea -, ma non è quel centro nevralgico della cultura mediterranea che erano un tempo, sono stati questi festival in qualche modo corrotti. Se devo dirla tutta preferisco eventi più piccoli, quasi dei meeting come qui a Ischia".