INTERVISTA - Principini: "Attori preparati all'azione sul set sono un valore aggiunto per il film"

Così il produttore cinematografico e televisivo, intervenendo all'evento 'Combattimento Marziale Cinematografico' per attori italiani finanziato dal Nuovo IMAIE. Poderosi: "Le produzioni devono essere disposte ad investire in scene d'azione"

Cronaca Cinema Francesca Nanni — 28/03/2016
Titolo: Da sinistra: il maestro d'armi Augusto Poderosi, il produttore cine-tv Carlo Principini e l'attore Mirko Bruno

"Questa che avete realizzato è un'iniziativa interessante ed intelligente, un aiuto alla cinematografia italiana": così Carlo Principini, produttore cinematografico e televisivo di indiscussi successi amati dal grande pubblico come 'I Cesaroni', 'Un medico in famiglia', 'Tutti pazzi per Amore', durante un'intervista, il 21 marzo scorso, all'interno del seminario di 'Combattimento Marziale Cinematografico', in un confronto con il direttore artistico dell'evento il Maestro d'armi Augusto Poderosi.

Il progetto, finanziato dal Nuovo IMAIE e realizzato in collaborazione con il centro di produzione cine-tv Cinecittà 3, ha visto 4 giornate intensive di alta formazione cinematografica per giovani attori dal 19 al 22 marzo scorso, trasmesse in diretta streaming sul canale di Cinecittà 3, durante le quali hanno potuto apprendere le tecniche di alcune arti marziali applicate al combattimento scenico sul set. Due, infatti, i motivi principali di questo progetto: preparare gli attori per le riprese cinematografiche che richiedono scene d'azione e, nel contempo, sensibilizzare case di produzione, registi e sceneggiatori a scrivere storie e sceneggiature con scene d'azione, cosa che oggi in Italia non avviene.

"Come produttori - ha infatti spiegato nell’intervista il produttore Carlo Principini - ci capita spesso di avere bisogno di attori che siano pronti a muoversi con una certa naturalezza nelle scene d'azione, e per fare questo chiamiamo al momento degli addestratori che in uno o due giorni devono insegnare i movimenti più adatti". "Se l'attore, invece, ha una preparazione di base è sicuramente un valore aggiunto per il film ma - ha aggiunto - anche per lo stesso interprete che così può raggiungere un buon grado di completezza professionale".


[Un monento del seminario 'Combattimento Marziale Cinematografico' a Cinecittà 3 con il Maestro d'armi Augusto Poderosi]

Dal punto di vista della preparazione ricevuta nelle quattro giornate di seminario, il risultato è stato più che soddisfacente: "In questi giorni abbiamo raggiunto un ottimo livello di insegnamento di queste tecniche marziali cinematografiche - ha sottolineato il direttore artistico dell’evento il Maestro d'rmi Augusto Poderosi -. La loro capacità di assorbimento di quanto detto o fatto in questo contesto è stata impressionante ed è questa una caratteristica importante dell'attore proprio come professione". Un insegnamento che, ha poi spiegato Poderosi, deve rimanere ai professionisti del cinema ed essere praticato: "Questa - ha detto il Maestro d'armi - è una vera e propria preparazione base per gli attori che una volta al di fuori di questo seminario devono poi avere un input per continuare la loro pratica quotidiana e costante insieme a tutte le altre materie e tecniche recitatorie".

"Ma quanto tempo è necessario più o meno perché un attore assuma una certa disinvoltura nelle scene che richiedono azione?", ha poi chiesto ad un certo punto dell'intervista doppia Carlo Principini ad Augusto Poderosi: "Questo dipende dalla durata della scena - ha risposto il Maestro d'armi: se una scena dura ad esempio un minuto, in quel frangente possono starci dentro anche cento colpi e ciò vuol dire essere preparati per almeno una settimana". "In questo - ha aggiunto Poderosi - la produzione deve essere disposta ad investire su quella scena, ed altre simili, che magari danno più 'action' al film tanto da renderlo più interessante". Una filosofia che, fa notare Principini, "oltre Oceano è praticata da sempre, ovvero quella che un attore deve essere completo sia nella sua parte recitativa sia nel canto, nel ballo, nei movimenti e nelle scene d'azione. Anche per rendere più vere le scene stesse altrimenti si è sempre costretti a ricorrere agli stuntmen". "Direi - ha commentato Poderosi - che con questo seminario ed il nostro confronto abbiamo raggiunto un importante obiettivo, ossia quello di sensibilizzare i produttori verso film che contengano al loro interno scene d'azione".

Un consiglio agli attori che vogliono intraprendere questo percorso di aggiornamento e arricchimento professionale? Augusto Poderosi non ha dubbi: "Costanza e volontà di fare, soprattutto quest'ultima non deve rappresentare solo un desiderio ma essere un’applicazione da mettere davvero in atto quotidianamente insieme alle tante altre materie di studio per un attore".