'Io Archimede. il Codice perduto': un viaggio nella storia del grande matematico scritto e diretto da Vittorio Muscia

Presentato il 16 il film documentario scritto e diretto dal regista Vittorio Muscia e prodotto da Cinecittà 3 sul matematico siracusano. Il regista: «Ora porterò questo documentario all'attenzione dell'Italia e degli Stati Uniti.»

Animazione, Docu e Corti Redazione — 20/09/2016
Fonte: ©Walters Art Museum Illuminated Manuscripts

Un antico libro di formule matematiche e studi scientifici che riaffiora dal passato per essere restituito al mondo in tutto il suo valore. Un viaggio che parte da Siracusa e arriva a New York e Baltimora, passando per Gerusalemme, la Turchia, Ginevra, Bucarest, Londra, e così ripercorre la storia del ‘Codice di Archimede’ risalente al X secolo avanti Cristo. Si chiama ‘Io Archimede’ ed è il film documentario scritto e diretto dal regista Vittorio Muscia, prodotto da Cinecittà 3 dove è stato presentato il 16 settembre scorso in una serata in collaborazione con l’Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali (AEREC) e Rotary Club Roma Nord Ovest.

Acquistato da Christie's a New York da un collezionista privato, il 29 ottobre 1998 per due milioni di dollari, il volume, chiamato anche  ‘Palinsesto’, è una raccolta di preghiere greco-ortodosse che cela tre trattati di Archimede risalenti a più di due millenni fa: Il Metodo, I Corpi Galleggianti e Stomachion (il puzzle matematico inventato da Archimede). Una volta battuto all’asta, il libro è stato sottoposto ad un lungo e delicato intervento di restauro durato 14 anni, nei laboratori del Walters Art Museum di Baltimora, nel Maryland, che ha restituito al mondo i preziosi trattati scientifici.


[Da sinistra: il regista Vittorio Muscia, l'avvocato Giuseppe Ibrido del Cenacolo dei VIaggiatori, la presidentessa del Rotary Club Roma Nord Ovest  Maria Carla Ciccioriccio, Mariano Marotta di Farma Affari, Ernesto Carpentieri dell'AEREC, il produttore esecutivo del documentario Giuseppina Mirabella]

Realizzato con il supporto dell’Assessorato ai Beni Culturali della regione Sicilia e dell’Unione Europea,  riconosciuto come 'Opera di Interesse Culturale Nazionale' dal MIBACT, il docu-film descrive le fasi più importanti del recupero e del restauro che hanno permesso a questa opera di ‘archeologia letteraria’ di tornare alla luce, attraverso le interviste di esperti e studiosi che hanno lavorato sull’antico manoscritto: da Francis Wahlgren, Direttore della sezione Libri e Manoscritti di Christie’s International al professor William Noel, Direttore del Kislak Center e Schoenberg Institute dell’University of Pennsylvania Libraries, ad Abigail Quandt, responsabile del restauro presso il Walters Art Museum a Roger Easton del Rochester Institute of Technology, Antonio Zichichi del Cern di Ginevra, Nigel Wilson docente di Lettere Antiche ad Oxford, Stefano Parenti professore di teologia ortodossa dei sacramenti del Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma.


[Il Codice di Archimede durante il restauro al Walters Art Museum di Baltimora, nel Maryland. ©Walters Art Museum Illuminated Manuscripts]

«Di questo viaggio documentaristico durato quasi quattro anni - ha raccontato il regista Vittorio Muscia -, ciò che mi ha più colpito degli americani è la loro venerazione per Archimede, figura che loro considerano da sempre rivoluzionaria. Ricordiamo che egli ebbe il coraggio di dire ai pitagorici che per spiegare gli interstizi della realtà non bastavano i numeri interi bensì ci volevano combinazioni matematiche che richiamassero i cosiddetti numeri razionali.»  Archimede, infatti, fu il primo a calcolare la superficie e il volume della sfera, intuendo le leggi che regolano il galleggiamento dei corpi e che compongono il famoso ‘principio di Archimede’. Celebre l'esclamazione «Eureka!» (dal greco ‘hèureka’, «ho trovato»), in relazione a tali leggi.

«Quello a cui abbiamo assistito stasera è un film documentario di altissima qualità - ha detto dopo la proiezione Ernesto Carpentieri dell’AEREC -. Grazie davvero per aver regalato all’Italia questo meraviglioso scrigno di Storia e di cose belle.» Un particolare ringraziamento è andato alla direttrice del doppiaggio, Ida Sansone, che ha detto di aver trattato le voci di questo documentario «come un film candidato all’Oscar.» «È stato emozionante trovare le voci giuste per le interviste - ha detto la Sansone - come a cullare lo spettatore in questo meraviglioso viaggio e nel messaggio  educativo e di conoscenza che questo documentario posta con sé.» «Il mio obiettivo da ora e per tutto il prossimo anno è quello di portare questo documentario all’attenzione dell’Italia ma anche degli Stati Uniti e l’occasione - ha concluso Vittorio Muscia - sarà di quelle importanti visto che proprio nel 2017 ricorreranno i 1750 dalla fondazione della città di Siracusa.»