Un giorno questo dolore ti sarà utile

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Titolo originale: Someday This Pain Will Be Useful to You
Paese: Italia - USA
Regia: Roberto Faenza
Attori: Aubrey Plaza - Deborah Ann Woll - Ellen Burstyn - Jonny Weston - Lucy Liu - Marcia Gay Harden - Peter Gallagher - Ronald Scott Maestri - Siobhan Fallon Hogan - Stephen Lang - Toby Regbo
Anno: 2011
Genere: drammatico
Sceneggiatura: Dahlia Heyman - Roberto Faenza
Produttore: Elda Ferri - MILENA CANONERO - RON STEIN
Distribuzione Italia: 01 Distribution
Fotografia: Maurizio Calvesi
Montaggio: Massimo Fiocchi
Musiche: Andrea Guerra
Scenografia: TOMMASO ORTINO
Costumi: Donna Zakowska
Durata: 98 min
Trama
“Ho 17 anni e non amo molto parlare. Sono un anarchico, odio la guerra, la politica e la religione organizzata. I miei dicono che sono un asociale perché non voglio andare all’ università. Non ci voglio andare perché non voglio essere indottrinato. Mi bastano le idee che ho. Amo leggere e passare le giornate in campagna da mia nonna. Per questo sarei un disadattato?” Un giorno questo dolore ti sarà utile è il ritratto umoristico e appassionato della New York di oggi, raccontato attraverso gli occhi del giovane James (Toby Regbo) e della sua squinternata famiglia. La madre Marjorie (il premio Oscar® Marcia Gay Harden) ha una galleria d'arte dove espone bidoni della spazzatura. Colleziona mariti: ha appena abbandonato il terzo, Mr. Rogers (Stephen Lang, il Colonnello Quaritch di Avatar), un giocatore compulsivo, durante la luna di miele a Las Vegas. Il padre Paul (Peter Gallagher) esce solo con donne che potrebbero essergli figlie. Al contrario, la sorella Gillian (Deborah Ann Woll, protagonista di True Blood) ha una relazione con il suo professore di semiotica e non riesce a innamorarsi di uomini che non abbiano almeno il doppio della sua età. Intanto già prepara le sue memorie, sicura che saranno un best seller. Solo Nanette (il premio Oscar® Ellen Burstyn), la nonna enigmatica e anticonformista, riesce a comprendere lo spaesamento di un diciassettenne inquieto alla ricerca dell’ identità, sullo sfondo di una New York ricca di personaggi sconcertanti. La difficoltà di... Espandi
Note di regia
NOTE DI REGIA di Roberto Faenza Questa è la seconda volta che giro un film a New York. La prima è stata nel 1983, quando ho realizzato Copkiller con Harvey Keitel e il leader dei Sex Pistols Johnny Rotten. Una pellicola che nel tempo è diventata un piccolo “cult”, specie nei paesi di lingua inglese. GIRARE A NEW YORK: IERI E OGGI Da allora le cose sono molto cambiate e fare cinema a New York è diventato molto più difficile. A causa soprattutto delle “Union” che si oppongono alle produzioni intenzionate a impiegare tecnici e maestranze stranieri, a differenza dei nostri sindacati, pronti ad accogliere le produzioni americane. Il tema della reciprocità dovrebbe essere una battaglia da ingaggiare, perché non è giusto che le loro produzioni possano far lavorare in Italia chiunque, dagli attori ai tecnici alle maestranze, mentre noi italiani o europei non possiamo far lavorare negli Stati Uniti quasi nessuno. Basti pensare che su una troupe di 105 persone abbiamo potuto impiegare solo due italiani e solo dopo una lunga trattativa. Girare a New York, oggi, è impresa parecchio ardua. Dopo l’11 settembre la città vive in paranoia e i permessi per girare sono centellinati. Al confronto, Los Angeles è un paradiso. Lì, tutto è reso più facile grazie a una popolazione abituata al cinema, la cui maggioranza vive proprio grazie a quell’industria. Ma i newyorkesi la vedono diversamente: secondo loro a Los Angeles prima ti dicono “welcome”, ma appena ti giri aggiungono “fuck... Espandi
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