INTERVISTA - Gigliola Cinquetti: «La fama improvvisa, a 16 anni come a 40, ti stordisce lo stesso»

È una delle cantanti italiane più conosciute all'estero. Ha pubblicato dischi in 120 Paesi, incidendo in otto lingue diverse. Un successo iniziato nel 1964 vincendo il Festival di San Remo con 'Non ho l'età'. In questa intervista ci racconta un po' di lei

Celebrity Emanuele Guerrini (*) 06/07/2016
Fonte: Immagine dal web

Vince Sanremo a 16 anni e vende 4 milioni di copie con 'Non ho l'età''il brano che l''a consacrata nell'Olimpo della musica internazionale e lanciata verso una lunga carriera musicale. Ma anche verso tv, teatro, cinema e carta stampata e da poco ha pubblicato il suo ultimo album. Una carriera tutta in ascesa quella di Gigliola Cinquetti, una delle cantanti italiane più conosciute all'estero. Ha pubblicato dischi in 120 Paesi, incidendo in otto lingue diverse. Un'artista poliedrica che accanto alla musica affianca il giornalismo, la scrittura, il disegno e la conduzione televisiva. Oggi ritorna alle note con la pubblicazione del suo ultimo disco, dal titolo '20.12'.

Così per conoscere più da vicino questa grande artista, l'abbiamo incontrata al Salone Margherita a Roma, in occasione della serata di beneficenza 'Tutto…per un sorriso', durante la quale ha cantato 'Alle porte del sole' ed il nuovo brano 'Dove va la vita', proprio per sostenere, insieme ad altri artisti presenti, le iniziative della Onlus Emergenza Sorrisi a favore dei bambini e delle vittime di guerra e delle zone disagiate del mondo, come Benin e Iraq. Ecco cosa ci ha raccontato:

Cantante, attrice, giornalista, scrittrice e conduttrice tv. Ha anche disegnato le copertine di alcuni suoi album, però la musica è sempre al primo posto. Come mai?
«Perché a volte ritornano. Ho smesso di cantare per un lungo periodo perché sono stata impegnata nella conduzione di vari programmi tv. Poi mi hanno telefonato i produttori Michele Muscimarro e Loris Ceroni ed è partito un nuovo progetto. È stato un lavoro di squadra al quale hanno partecipato anche mio marito Luciano (il giornalista Luciano Teodori, ndr) e Pascal Basile, che ha scritto quasi tutte le musiche e i testi. Alla fine è nato il disco '20.12', titolo che indica il 20 dicembre, il giorno del mio compleanno. L'album è stato quindi un regalo per me e per gli ammiratori che hanno avuto la pazienza di aspettarlo».

La fama arriva a soli 16 anni con il brano 'Non ho l'età' con il quale vinse Sanremo e altri Festival europei. A 16 anni si ha l'età per tutto quel successo?
«No. Però forse non la si ha mai. Credo che anche chi è colpito da un'improvvisa fama mondiale come la mia, a 40 anni invece che a 16, rimanga stranito lo stesso.»

Per Rai 3 ha condotto il programma di medicina 'Elisir'. È interessata alla ricerca e alla divulgazione scientifica?
«La storia ci racconta come la scienza abbia rivisto nel corso del tempo le proprie posizioni, è importante tenerlo a mente. Non credo che la scienza vada vissuta come fede assoluta, ma ritengo che il metodo scientifico sia quanto di meglio gli esseri umani siano riusciti a concepire: un metodo che non dà verità eterne bensì indica un percorso, che io credo sia corretto. La ricerca scientifica indica il livello della civiltà di un Paese e andrebbe sostenuta maggiormente dalle istituzioni.»

Qual è il suo rapporto con la tecnologia?
«A volte prende il posto dei contenuti, delle scoperte vere. Non sono sicura che smartphone, tablet e pc facciano guadagnare tempo. Spesso anzi lo fanno perdere. Ricordo con nostalgia la libertà data dal non essere necessariamente reperibile e 'controllata' continuamente. Ad esempio durante un viaggio.»

Qual è una branca della scienza che le interessa particolarmente?
«Mi affascinano l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo. Le stelle, l'universo, ma anche tutto quello che è micro.»

Come ricorda le sue collaborazioni con autori come Gaber, Guccini, Jannacci e Modugno. Ci racconta un aneddoto?
«Un interprete deve tutto agli autori e per questo sono molto legata a loro, anche ai meno famosi. Ricordo che durante un tour con Enzo Jannacci, nelle lunghe attese in aeroporto, io suonavo un flauto dolce e lui mi diceva che ero brava. La cosa mi riempiva di orgoglio. Ho conosciuto invece Francesco Guccini grazie a Caterina Caselli, che lo portò alla nostra casa discografica, la Cgd. Un ragazzo timidissimo con una 'erre' molto arrotata. Mi cantò 'Una storia d'amore', una canzone che mi piacque molto ma che purtroppo non ebbe alcun successo.»

'Tutto per un…sorriso' è l'evento di beneficenza per il quale si esibisce con una canzone. Anche la musica regala un sorriso?
«Sì. Il nostro mestiere è regalare sorrisi ed è per questo che lo amo. Sia con canzoni gioiose, sentimentali o di dolcezza emotiva. Come dice Francesco De Gregori in un suo bellissimo verso, la dolcezza è qualcosa "cui tutti hanno diritto". Nient'altro arriva al cuore della gente come la musica. Anche gli scienziati hanno studiato il benessere che dà una canzone. Ma noi lo sapevamo già.»

(*) Da Almanacco della Scienza Cnr n.7 del 06 Luglio 2016